Scuola Secondaria di Primo Grado- IL TEATRO un’esperienza inaspettata

L’altra sera, alle 21.30, è andato in scena un grande spettacolo al Teatro Fontana: io e i miei compagni, classe 2° B, ci siamo esibiti davanti ai nostri genitori, parenti ed amici, come veri e propri attori.

Abbiamo recitato “Romeo e Giulietta”, opera molto famosa di William Shakespeare, che abbiamo messo in scena in chiave moderna ed abbiamo interpretato a modo nostro.

Tutto ciò è stato possibile solo grazie alla nostra professoressa Colozzi e all’attore Stefano Braschi, che ci ha aiutato a montare le scene e a recitare nel modo migliore possibile, secondo le nostre capacità.

Questa esperienza, per me nuova, mi ha aiutato ad aprirmi davanti ad un pubblico e ad imparare a recitare. Inoltre, mi è piaciuto molto perché, oltre che utile, è stato anche molto divertente mettersi in gioco davanti a tutti e cercare di immedesimarsi nel personaggio, recitando al meglio delle mie possibilità.

Durante il periodo in cui abbiamo preparato l’opera teatrale con Stefano Braschi, abbiamo recitato in aula magna, a scuola, quello è stato il fulcro da cui è nato tutto lo spettacolo e dove si è evoluto tutto, dove è nata la magia, che poi è stata svelata ieri, a teatro.

Il lavoro che per me è stato più difficile e il più grande è stato immedesimarmi nel mio personaggio e cercare di ricordare, in ogni scena, ciò che dovevo fare e come mi dovevo comportare, cercando di immaginare che cosa doveva provare il mio personaggio in quel momento, se fosse esistito nella vita vera.

Mi è piaciuto molto recitare perché è come se mi fossi sentito un’altra persona, come se non fossi stato più io, mi è piaciuto molto anche il fatto che, quando si è sul palco e si sta recitando, si prova molta tensione e paura di sbagliare e tutto ciò rende il teatro molto più movimentato e, secondo me, avvincente.

E’ stato anche molto bello recitare insieme ai miei amici, perché mi sono sentito ancora più vicino ai miei compagni.

Durante lo spettacolo, ho recitato le parti di Benvolio, Romeo, Frate Lorenzo e la scena finale.

Il giorno dello spettacolo, soprattutto la sera, sono stato molto teso e ho avuto paura: è strano essere lì, con i tuoi compagni, dietro il sipario, sapendo che dall’altra parte ci sono molte persone che aspettano di vedere il tuo lavoro, anche se sono semplicemente i tuoi genitori.

Devo essere sincero, mi è piaciuto molto recitare in teatro perché tutte le cose che mi mettono tensione e mi esaltano, mi appassionano.

Non credo che da grande diventerò un attore, perché non è da me, però so che è un’esperienza che chiunque deve provare una volta nella vita, perché è unica.

Dopo che io e i miei compagni abbiamo finito lo spettacolo, ci siamo sentiti felici e realizzati perché tutti ci applaudivano e si complimentavano con noi e perché, onestamente, siamo stati abbastanza bravi e, alla fine, ci siamo veramente coinvolti.

Alessandro Ardigo’ 2^B