All’inizio di maggio gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di I grado Andrea Mandelli hanno partecipato a un intenso viaggio d’istruzione di due giorni a Venezia, dal titolo “Dare e arrischiare tutto”: un’esperienza pensata per incontrare la città non come semplici turisti, ma come giovani osservatori chiamati a lasciarsi provocare dalla sua storia, dalla sua arte e dalla sua straordinaria bellezza.

Alla scoperta della Venezia dei grandi artisti

Passeggiando tra calli, ponti e campielli, i ragazzi hanno visitato alcuni dei luoghi più rappresentativi della città, dalla Basilica di San Marco al Palazzo Ducale, passando per la Basilica dei Frari, osservando dal vivo le opere studiate durante il percorso preparatorio.

L’itinerario ha permesso di conoscere da vicino i protagonisti della pittura veneziana, come Giovanni Bellini, Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese, comprendendo come il colore, la luce e la capacità di raccontare attraverso l’arte abbiano reso Venezia un punto di riferimento della cultura rinascimentale.

La magia della musica di Vivaldi

La sera del primo giorno il viaggio è proseguito con un’esperienza speciale: l’ascolto dal vivo di un quartetto d’archi che ha eseguito Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi.

Ascoltare le celebri composizioni del musicista veneziano proprio nella sua città ha permesso agli studenti di vivere un momento di grande coinvolgimento, comprendendo come musica, arte e storia possano dialogare tra loro e raccontare l’identità di un luogo.

Murano: l’arte del vetro raccontata dai maestri artigiani

Uno dei momenti più coinvolgenti del viaggio è stata la visita all’isola di Murano, raggiunta in battello attraversando la laguna.

Qui gli studenti hanno incontrato alcuni maestri vetrai che hanno mostrato dal vivo l’antica lavorazione del vetro. Durante la dimostrazione hanno realizzato davanti ai ragazzi una brocca e un cavallo rampante, permettendo di osservare da vicino la precisione, la creatività e l’esperienza necessarie per trasformare il vetro incandescente in autentiche opere d’arte.

Successivamente i ragazzi sono diventati protagonisti dell’esperienza partecipando a un laboratorio pratico durante il quale hanno realizzato una piccola murrina, un ciondolo composto da frammenti di vetro colorato, portando a casa un ricordo costruito con le proprie mani.

Murano è stata anche il teatro di un’attività di scrittura creativa, in continuità con il percorso svolto durante l’anno scolastico. Ogni studente ha scelto il proprio angolo preferito dell’isola e, osservandolo con attenzione, ha immaginato l’inizio di un racconto ambientato proprio in quel luogo. Un esercizio che ha trasformato l’osservazione in narrazione, invitando ciascuno a dare voce alle emozioni suscitate dall’incontro con la città.

Un viaggio che educa allo stupore

La gita è stata un’occasione per imparare a osservare con occhi nuovi, lasciarsi interrogare dalla bellezza, approfondire ciò che viene studiato in classe e sperimentare come l’educazione possa nascere anche dall’incontro diretto con il patrimonio artistico, culturale e umano.

Esperienze come questa rappresentano un tassello importante del percorso educativo della Fondazione Mandelli Rodari, perché aiutano gli studenti a sviluppare curiosità, spirito di osservazione e desiderio di conoscere il mondo attraverso esperienze autentiche che rimangono nel tempo, come testimoniato dalle riflessioni degli studenti:

Di questi giorni mi è piaciuta molto la visita a Murano, e questo per tutto le attività che abbiamo svolto, tra cui la fantastica idea della scrittura dell’incipit di un libro ambientato lì, che io riproporrei. Poi mi ha anche colpito la spiegazione della lavorazione del vetro, perché io non mi sono mai chiesto come si lavorasse e non pensavo che fosse una attività così complessa. 

A me rimarrà di sicuro la grande bellezza di Venezia, e questo l’ho capito perché io non mi sono mai particolarmente appassionato di arte o storia di un posto ma Venezia mi ha proprio colpito e interessato. Poi mi ricorderò anche la compagnia che abbiamo avuto in questi giorni, che mi ha aiutato molto ad imparare a stare bene con le persone. 

Tommaso

Ciò che mi ha colpito di più è stato vedere la bellezza della città anche nei piccoli dettagli. Camminare in Piazza San Marco toglie il fiato; è un luogo dove la storia c’è in ogni angolo. La visita al Palazzo ducale mi ha impressionato per la sua ricchezza: entrare in quelle sale enormi, piene di decorazioni, mi ha fatto capire quanto Venezia fosse potente in passato. 

Cecilia

Mi ha stupefatto anche la genialità dei veneziani e come con questa siano riusciti a trasformare una laguna paludosa in una delle città più belle del mondo, soprattutto mi è piaciuto la modalità con cui costruiscono le case sopra i tronchi e con cui ricavano dell’acqua potabile e usabile tramite i pozzi.

Giacomo

Mi ha colpito anche fare il compito di scrittura non tanto per il testo, ma per il fatto che stavamo vedendo scorci caratteristici come quello che ho descritto da quasi due giorni ed è stato grazie a quello che mi sono accorta della bellezza che potevo trovare dappertutto.

Maria

La Basilica di San Marco mi ha colpito anche perché entrarci è come aprire un libro che racconta storie attraverso le immagini perché è interamente ricoperta da mosaici che raccontano storie della Bibbia. 

Gaia