LA DIDATTICA A DISTANZA

Il periodo dell’emergenza Covid-19 ci ha richiamati alla coscienza che la scuola è il luogo dei legami significativi e della condivisione di un lavoro e di un compito che fanno crescere.

Abbiamo così imparato ad utilizzare tutti i mezzi che ci permettono di mantenere le nostre vite intrecciate: nei mesi di lock down le maestre e i professori hanno continuato ad accompagnare i bambini e i ragazzi nel percorso di apprendimento con diverse modalità di Didattica a Distanza.

I bambini della Scuola dell’Infanzia hanno bisogno di presenza fisica, contatto visivo, tattile e uditivo per una efficace comunicazione e trasmissione di contenuti sia affettivi che cognitivi.

Per queste ragioni la Didattica a Distanza ha avuto caratteristiche e scopi del tutto differenti dagli altri livelli scolastici: abbiamo scelto di inviare video/attività, realizzare collegamenti periodici in diretta con i gruppi classe, proporre collegamenti liberi e personali con le maestre, per mantenere desto nei bambini il ricordo di presenze ed esperienze significative, e offrire alle famiglie una compagnia e un aiuto per stare con i più piccoli.

Abbiamo scelto di inviare le proposte video e gli episodi del racconto di Mary Poppins come fossimo una sola grande classe, che hanno coinvolto tutte le maestre. Scambi di mail personali tra le insegnanti e le famiglie hanno testimoniato come, pur nella fatica di una condizione insolita, questo filo rosso del rapporto scuola- famiglia non solo non si è spezzato ma in parecchi casi, consolidato e approfondito.

Nelle settimane della Didattica a Distanza abbiamo gradatamente introdotto cambiamenti che rendessero sempre più proficuo il cammino dei bambini e li aiutassero a familiarizzare con nuovi strumenti informatici, per continuare a fare scuola e mantenere la relazione che è alla base dell’imparare.

Dopo una prima introduzione di video tutorial preparati dalle maestre per presentare nuovi contenuti di italiano e matematica, lettura di libri e fiabe, lavori di arte e tecnologia, ascolto di brani musicali, sono state proposte le video lezioni in diretta tramite la piattaforma Teams, con lo svolgimento di attività didattiche insieme agli insegnanti e ai compagni.

Questa modalità ci è diventata così familiare che alla fine dell’anno siamo andati persino in “gita”: abbiamo raggiunto con i bambini di quarta l’acropoli di Atene e con i bambini di Terza le sponde del Nilo, fino ad entrare in un apiario con le classi seconde, con una merenda a base di miele.

Nel precisare e articolare progressivamente la nostra proposta abbiamo voluto garantire che non andasse perduta la cifra del nostro fare scuola: l’uso del metodo dell’esperienza, che solo permette di guardare con stima l’intelligenza e l’umanità di ogni bambino e che rende possibile un apprendimento profondo e consolidato. Abbiamo proposto ai bambini attività sensate, significative, interessanti, che li aiutassero a ragionare, a capire e quindi ad apprendere per poter acquisire in maniera solida nuove conoscenze e per mettere alla prova competenze individuali.

La Didattica a Distanza alla scuola media è partita da una promessa: conservare il cuore della nostra proposta educativa, ovvero una scuola ricca di relazioni buone che fanno crescere nella scoperta di sé e del mondo attraverso le diverse discipline (vedi il video saluto del Preside Molla del 10 marzo 2020).

Questo è accaduto: tre ore mattutine di lezioni online dal lunedì al venerdì, e tanti appuntamenti diversificati al pomeriggio per approfondire, riprendere, o anche solo per sostenere chi magari aveva perso qualche pezzo lungo la strada.

Questi mesi hanno generato un’esplosione inaspettata di energie e di creatività da parte di tutti, insegnanti e ragazzi, che ha permesso di non mettere la scuola in pausa, ma al contrario di affrontare la sfida del blocco e della distanza con rinnovato slancio.

I ragazzi hanno dimostrato una voglia di esserci, di rispondere e di farsi presenti nelle ore di collegamento, di seguire quello che veniva proposto (fosse anche l’impresa di costruire un ponte di spaghetti).

Ma la libertà può muoversi solo di fronte a una proposta chiara, alta, significativa, che parte da qualcuno che stima le capacità di chi ha davanti. Ecco allora la possibilità di approfondire vari argomenti per poi esporli alla classe (ad esempio in scienze) facendo lezione “come un professore”, la sfida di scrivere in inglese una nuova conclusione alla storia di Frankenstein letta in classe, la creazione di un giornalino epico, un laboratorio di fotografia che ha acceso in molti la passione di fissare in una immagine gli oggetti quotidiani della propria stanza o i volti dei propri familiari, gruppi di approfondimento pomeridiani sulla scrittura o di ripresa libera delle lezioni di storia.

Per molti ragazzi questo periodo è stata anche l’occasione di imparare a chiedere aiuto, favoriti dalla possibilità di entrare in rapporto diretto coi professori anche tramite chat o chiamate personali.

L’intraprendenza di molti ha saputo creare occasioni di rapporto coi professori e compagni che andassero oltre il semplice aspetto didattico: sono nati gruppi di discussione su libri letti, su film e serie, si sono creati giornalini on line… e tutto è stato possibile per quel legame che è sicuramente cresciuto, ma che si fondava su basi già consolidate.

Da un giorno con l’altro le tecnologie e gli strumenti digitali sono diventati fondamentali per poter fare scuola, richiedendo responsabilità nel loro utilizzo: i ragazzi hanno dimostrato una capacità impensabile, educati non con un’impostazione teorica di regole, ma dall’impiego della tecnologia  per quello che è: strumento al servizio di una proposta significativa che non ha paura di confrontarsi con tutti gli aspetti della realtà, compresa una cosa così inaspettata come la scuola a distanza.

Libertà, responsabilità e intraprendenza dei ragazzi: tre sfide che di certo non finiscono con la ripresa della scuola in presenza, perché sono il cuore della nostra proposta educativa.