“Veduto han gli occhi miei sì bella cosa che dentro del mio cor dipinta l’hanno“: questo è il titolo della gita fatta il 7 ottobre da noi classi seconde. La frase che ci ha accompagnati è un verso di una poesia d’amore scritta da Cino Da Pistoia. In questa gita l’attività principale è stata andare alla ricerca di una bellezza che dura nel tempo. Le opere secolari del Duomo e del Castello Sforzesco sono state un esempio: avevamo fame di bellezza.
Per prima cosa siamo andati a visitare l’esterno del Duomo; era imponente, ma allo stesso tempo molto elegante. Abbiamo inoltre capito che la cattedrale in stile gotico voluta da Gian Galeazzo Visconti nel 1386 è la chiesa del popolo milanese, perché è stato esso a costruirla grazie alle offerte e al lavoro di ogni cittadino. Questo è stato uno degli aspetti che ho preferito della gita perché ho scoperto che i cittadini di Milano in realtà hanno un luogo comune, che è di tutti: il Duomo. Con la stessa voglia di trovare la vera bellezza siamo andati a visitare il Castello Sforzesco, anch’esso molto bello; io non avevo mai avuto l’occasione di vedere anche i musei al suo interno.
Sono rimasta molto colpita da una statua: la pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti. È una statua bella e misteriosa che rappresenta a pieno il momento che stava vivendo Michelangelo: la preparazione alla morte. Tra le tante pietà che realizza Michelangelo prima di morire questa è molto curiosa; infatti, sembra che la parte più vicina alla terra sia conclusa, mentre più si sale più la statua è meno precisa e lavorata. Sembra che l’artista non l’abbia finita: la mancanza e l’incompletezza di questa statua rappresentano l’incertezza e l’inquietudine della morte. Ci sono poi più pose, più versioni della posa definitiva, dovute a ripensamenti di Michelangelo; questa è la mia opera preferita tra quelle che abbiamo visto e secondo me ha anche un grande significato.
Visitati i musei del Castello, abbiamo mangiato, giocato al Parco Sempione e infine abbiamo remato sui navigli sui dragon boat, che sono delle grosse canoe in cui bisogna pagaiare insieme a tempo, infatti remare è stata proprio un’esperienza collettiva. In generale la gita è stata molto bella, poiché abbiamo scoperto un pezzetto in più di Milano e forse anche di noi stessi. Ho visto tanta bellezza attorno a me, e nel mio cuore sono rimasti “dipinti” il Duomo, il Castello, e l’allegra compagnia dei miei compagni.
Carolina Perrone

