
Le prime medie e il fascino degli esperimenti scientifici
Martedì 11 novembre i ragazzi delle classi prime hanno partecipato ad un’attività di laboratorio con Belter Ghezzi, titolare di LaboratoriSI!.
Insieme, hanno fatto e assistito a curiosi ed interessanti esperimenti scientifici sulla materia.
Ecco il racconto di due studenti.
Quando siamo entrati in laboratorio, sul tavolo c’era un contenitore trasparente con un coperchio appoggiato sopra e una lavagna a led bianchi sotto.
Per prima cosa Ghezzi ha preso un contenitore di alluminio, molto leggero, e lo ha messo dentro al contenitore: GALLEGGIAVA! Ci ha spiegato che nel contenitore era presente un gas, SF6, molto denso. Infatti, abbiamo preso un bicchiere, l’abbiamo immerso nel contenitore, così da riempirlo con l’SF6 e l’abbiamo rovesciato sull’alluminio: a mano a mano affondava. Abbiamo fatto un altro esperimento con dei palloncini gonfiati d’aria e uno con SF6. Quelli d’aria galleggiavano, invece quello con l’SF6 affondava nella contenitore.
Per un altro esperimento che abbiamo fatto, ci è servito il tubo di Newton, un pezzo di carta e uno di plastica (nel nostro caso rosso), abbiamo osservato che capovolgendo il tubo, con all’interno l’aria, il pezzo di plastica arrivava sul fondo prima di quello di carta. Estraendo poi l’aria dal tubo con una macchina, i due corpi cadevano alla stessa velocità.
Il terzo esperimento è stato svolto con un bicchiere di acqua frizzante e tre di acqua naturale. L’acqua frizzante ha le bollicine grazie all’anidride carbonica, ed è diversa da quella naturale che invece non le ha.
Questa differenza è stata ancora più chiara, mettendo una sostanza capace di dare un colore all’acqua in base al gas presente. L’acqua frizzante con la sostanza è diventata gialla, quella naturale azzurra.
Per fare un tentativo di far diventare l’acqua naturale, frizzante, ci hanno distribuito una cannuccia a coppia, e abbiamo iniziato a soffiarci dentro, per mettere l’anidride carbonica nell’acqua naturale: tentativo fallito! Per aiutarci, Ghezzi ha creato il ghiaccio secco con un estintore, (che ha dentro una bombola di anidride carbonica) e ce ne ha distribuito un pezzo a coppia per velocizzare l’operazione e l’acqua è diventata abbastanza gialla.
Abbiamo provato a far sciogliere il ghiaccio secco sul tavolo, e nel sciogliersi non perdeva acqua, ma diventava subito gas.
L’ultimo esperimento è stato fatto con l’azoto a -200 C° e dei palloncini, quelli d’aria e quelli di SF6. Immergendoli nell’azoto tutti i palloncini si restringevano, e, tirandoli fuori, quelli d’aria tornavano nella loro forma iniziale senza alcun cambiamento, mentre quelli di SF6 oltre a tornare nella loro forma iniziale avevano ghiaccio di SF6 all’interno.
Inoltre, abbiamo provato a rovesciare a terra l’azoto liquido, che non appena toccava il pavimento diventava gas, perché il pavimento era più caldo di lui.
Mi è piaciuto molto questo incontro, perché ho visto e osservato le conseguenze di esperimenti bellissimi. É stato molto interessante sia vedere come uno scienziato si mette al lavoro, ma anche mettersi al lavoro come lui.
Caterina di 1B
Quando siamo arrivati nel laboratorio di scienze ci ha accolto con un esperimento: al centro del laboratorio, sopra un tavolo, c’era un contenitore apparentemente vuoto e coperto con un vassoio; nel contenitore, in realtà, c’era dell’esafluoruro di zolfo, chiamato anche SF6, un gas trasparente cinque volte più denso dell’aria. Dopo aver tolto il contenitore il prof Ghezzi ha fatto cadere all’ interno del contenitore una barchetta di alluminio molto leggera. Tutti ci saremmo aspettati che la barchetta sarebbe caduta e invece no, è rimasta sospesa in aria! Questo perché il gas trattenuto nel contenitore teneva sospesa la barchetta che essendo vuota, conteneva aria, meno densa del SF6. È stato molto affascinante e, grazie all’esperimento, abbiamo scoperto tante cose nuove.
Abbiamo poi fatto un altro esperimento molto interessante. Ghezzi ha preso un lungo tubo in cui ha messo all’interno un pezzo di tovagliolo e un tappo di un pennarello fatto di plastica. Ha capovolto il tubo e abbiamo osservato che il tappo scendeva più velocemente rispetto al tovagliolo. Questa cosa l’ha fatta altre volte confermando che il tappo arrivava prima nel fondo del tubo. Poi ha tolto dal tubo tutta l’aria contenuta al suo interno, ha capovolto nuovamente il tubo e abbiamo visto che stavolta il tovagliolo e il tappo arrivavano insieme in fondo!
Di seguito il prof. Ghezzi ha preso dell’azoto liquido (che non bisogna mai toccare a mani nude perché può raggiungere i -196 gradi centigradi) e lo ha versato attentamente in un contenitore. Ha gonfiato un palloncino con dell’aria e con delle pinze lo ha immerso nell’ azoto liquido per qualche second, poi lo ha estratto. Abbiamo visto che il palloncino si “accartocciava” e dopo qualche secondo si gonfiava nuovamente da solo. Questo esperimento lo ha ripetuto con un palloncino gonfiato con SF6 e abbiamo visto che, dopo essersi rigonfiato anch’esso, all’interno del palloncino c’era SF6 allo stato solido.
Oltre a questi esperimenti che ho descritto ne abbiamo fatti molti altri, tutti bellissimi e molto interessanti. È stata una bellissima lezione, molto affascinante e anche molto divertente.
Lorenzo di 1A
