Scuola Primaria – Festa dell’accoglienza dei “primini”

Mercoledì 26 settembre 2018

Dopo pochi giorni dall’inizio della scuola i bambini delle classi quinte hanno accolto in modo particolare i “primini” trascorrendo una mattinata speciale in loro compagnia: ad ogni “quintino” è stato affidato un bambino di prima che accompagnerà durante tutto l’anno.

Attraverso le parole di Giacomo raccontiamo come è trascorsa la mattinata.  Nella semplicità del testo traspare l’importanza di questa giornata. Per i più grandi è stata un’occasione per ricordare la loro esperienza in prima elementare e per accorgersi di essere cresciuti.

“Oggi abbiamo conosciuto i primini. Prima ero molto eccitato all’idea di accompagnare un bambino nel suo primo anno di scuola. Avevo anche un po’ di paura. Pensavo che magari il mio futuro primino potesse trovarmi noioso e non volesse più stare con me. Mi ero sbagliato! Il mio primino è molto vivace, ma quando sta con me, sembra più felice.
Ci siamo conosciuti attraverso un gioco: ogni quintino e primino avevano un’immagine. Facevano finta di passeggiare e un primino mostrava il suo animale al quintino. Se i due animali erano identici… ECCO LA COPPIA! Altrimenti dovevano cercarne un altro. La mia immagine era il serpente e dopo un po’ ho trovato il mio primino. Si chiamava Mattia, me lo immaginavo diverso, ma che fosse vivace me lo aspettavo. Ha i capelli neri ed è di corporatura giusta. Quando ci siamo visti mi ha guardato fisso negli occhi, ha abbozzato un sorriso e poi ci siamo presentati.
Dopo esserci conosciuti bene abbiamo fatto un gioco tratto dal libro “Come te”, che parla di un drago e di un topo che si incontrano. Il topo vuole essere come il drago e viceversa allora si aiutano a vicenda e insieme esaudiscono i loro desideri. Il libro è ambientato in un bosco e così anche il gioco: le panchine rappresentavano dei tronchi e il primino doveva passarci sopra, il quintino lo aiutava tenendogli la mano. Si doveva saltare nei cerchi che erano come i sassi del fiume e ci si doveva saltare sopra. C’erano poi dei piccoli cerchi di cartone rosso attaccati a un lungo spago. I cerchi erano delle mele perché nella storia il topo voleva mangiarle ma era troppo basso, allora il drago l’ha fatto salire sulla sua mano è così il topolino è riuscito a dare un morso alla mela. Noi dovevamo prendere in braccio il primino e lui doveva staccare la mela, il cerchio che portava scritto il suo nome, dallo spago. Alla fine del percorso il primino doveva prendere due caramelle, nel libro gocce di miele, da una scatola, da gustare insieme al suo amico di quinta.
Ci siamo divertiti molto.
Questo gioco per me è stato il momento più bello e interessante perché immedesimandoci nei personaggi della storia ci siamo divertiti e conosciuti meglio.”

Alla fine della mattinata tutti i bambini della scuola sono scesi in cortile per festeggiare con canti e balli.